Menu Chiudi

Materie prime e il loro impatto

L’impatto dell’aumento dei costi delle materie prime avvenuto durante gli ultimi due anni (soprattutto rame e petrolio) sui mercati internazionali è ampio e diffuso. Negli ultimi mesi del 2021, il gas naturale ha raggiunto picchi di notevole rilevanza (+723%), a cui ha seguito un incremento dei prezzi dell’energia in tutto il continente europeo. Le cause di tale aumento, già descritte all’interno del precedente approfondimento di Confindustria Polonia, sono perlopiù esogene e di difficile controllo da parte dei governi nazionali, alle prese con le maggiori conseguenze di tali aumenti per famiglie e imprese.

 

In Polonia gli aumenti del costo dell’energia hanno imposto misure emergenziali alle autorità governative. L’Ufficio di Regolamentazione dell’Energia ha recentemente approvato le prossime tariffe energetiche per le maggiori società di distribuzioni e i cosiddetti “venditori d’ufficio” che distribuiscono i servizi alla maggior parte della popolazione polacca, considerando i trend futuri dei prezzi delle materie prime. Un fattore che influenza negativamente i costi per aziende e imprese è la forte dipendenza della Polonia dal carbone, commodity che ha visto un deciso aumento del suo prezzo  (da 100 a 310 PLN in poco più di due anni) e fonte dell’80% dell’energia generata nel territorio polacco. All’aumento del prezzo del carbone, unitamente alla delicata situazione dei mercati internazionali e le questioni geopolitiche, consegue un deciso aumento delle bollette energetiche (in media +21 PLN netti al mese), connesso all’aumento del circa 30% delle tariffa per l’energia elettrica.

 

Già nello scorso ottobre il governo polacco, attraverso la misura proposta del Ministro del Clima Michał Kurtyka, ha approvato un piano di protezione per le fasce della popolazione più deboli e a basso reddito, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente la pressione sugli affetti dalla cosiddetta “povertà energetica”. Alla fine di novembre, la misura è stata estesa per una cifra superiore ai due miliardi di euro, stanziati per un sostanziale taglio delle tasse.

 

Inoltre, per frenare temporaneamente l’inflazione tendente a livelli insostenibili per l’economia polacca, il Primo Ministro Morawiecki ha recentemente annunciato la riduzione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) su una serie di beni e servizi, tra i quali petrolio e diesel dal 23 all’8% e il gas allo 0%. Tali politiche sono un’ulteriore arma a disposizione del governo per contenere l’aumento dei prezzi, in larga parte trainato dai sovrapprezzi di materie prime e dell’energia. Di fondamentale importanza il monitoraggio di tali misure, da alcuni descritte come una soluzione tampone che non affrontano in profondità il problema e che obbligheranno il governo polacco a continui aggiustamenti “artificiali” del livello dell’inflazione.

Fonti:

  • Brugel (13/01/2022) “National policies to shield consumers from rising energy prices”
  • Centro Studi Confindustria (17/01/2022) “I rincari delle commodity, in particolare del gas e dell’energia elettrica, rischiano di bloccare le imprese”, Numero 1/22
  • ING (12/01/2022) “Poland announces new anti-inflation measures”

Related Posts

it_IT