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I fondi dell’Unione Europea stimolano la crescita dell’economia polacca

L’Unione europea si impegna ad indirizzare le sfide che risultano dai diversi livelli di sviluppo dei suoi Stati membri, sostenendo una serie di attività volte a:

  • rafforzare la competitività delle economie degli Stati membri,
  • contrastare la disoccupazione,
  • ridurre le disparità tra le regioni.

Negli anni 2014-2020 la Polonia, in quanto principale beneficiario della politica di coesione, ha ricevuto 82,5 miliardi di euro per sostenere lo sviluppo dei settori che contribuiscono maggiormente alla crescita economica, all’aumento dell’occupazione e alla modernizzazione dell’economia, quali:

  • infrastrutture stradali e ferroviarie,
  • innovazione,
  • sostegno all’imprenditorialità,
  • protezione dell’ambiente naturale,
  • industria energetica,
  • investimenti in cultura,
  • formazione scolastica,
  • lavoro ed inclusione sociale.

 

Secondo un rapporto dell’Istituto di economia polacco, la Polonia riceve dal bilancio dell’Unione Europea più di tre volte il denaro che versa, infatti, negli anni 2004-2021 la Polonia ha registrato oltre 210 miliardi di euro in entrate derivanti dal bilancio europeo, versandone circa 69 miliardi.

Per quanto riguarda il 2021, il Paese membro ha ricevuto dai fondi europei quasi 10 miliardi in più rispetto a quanto versato.

Considerando gli anni dal 2004 al 2020 la politica di coesione ed i cofinanziamenti hanno supportato la Polonia con un totale di 692 miliardi di PLN, pari a circa il 2.6% del PIL polacco in media.

La Polonia risulta beneficiaria dei fondi europei anche per quanto riguarda il periodo 2021-2027 per un totale di 125 miliardi di euro, dovendone versare al contempo circa 45 miliardi.

In altri termini, secondo le stime del ministero delle Finanze, nel periodo 2021-2027 l’economia polacca, per quanto riguarda quest’ambito, registrerà un saldo positivo che dovrebbe ammontare ad 80 miliardi di euro.

Inoltre, due terzi dei fondi dedicati al Piano Nazionale di Ricostruzione (KPO) saranno destinati direttamente agli investimenti che interesseranno principalmente il settore dell’energia e dei trasporti a basse emissioni ed è previsto che il Piano Nazionale di Ricostruzione stimolerà la crescita del PIL del Paese di 1 punto percentuale nel 2023 e di 1,3 punti percentuali nel 2024.

 

 

Fonti:

 

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